Mediascape : Global watch on media issues

Mediascape_12: rischi del mestiere?

A cura di AMISnet • 13 gennaio 2012

L’anno si è aperto  in maniera tragica per i giornalisti che, operando in teatri di guerra o in situazioni affini, forniscono quotidianamente preziose informazioni altrimenti difficili da reperire e diffondere. Il caso cui ci riferiamo riguarda la Siria e la morte del giornalista francese Gilles Jacquier, colpito da una granata.
C’è però anche da dire che spesso l’attività di questi professionisti - di per sè encomiabile – viene condita da una retorica del martirio che rischia di costituire un ulteriore fattore di rischio per una professione già tanto esposta. Retorica che spesso cela i reali motivi che spingono molti reporter di guerra a spingersi oltre la soglia di ogni ragionevole rischio. La spettacolarizzazione dell’informazione, la ricerca da parte degli editori di materiali sempre più sensazionali, obbligano i giornalisti ad assumersi rischi indicibili, pena l’esclusione dal mercato. Mercato ogni giorno più vorace e privo di etica, che impone una comunicazione fatta di immagini e non si fa scrupolo di sacrificare ogni anno al proprio profitto le vite di tanti professionisti del settore.

La Federazione Mondiale dei Giornalisti ha tra l’altro redatto qualche anno fa un manuale di sopravvivenza per i reporter di guerra, manuale quasi sempre disatteso, per i motivi di cui sopra.
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