Mediascape : Global watch on media issues

Aswatuna, un network di radio comunitarie per amplificare le voci della primavera araba

A cura di AMISnet • 14 marzo 2012

Si chiama “Aswatuna”, le nostre voci, il progetto per la nascita di 7 nuove radio comunitarie nei paesi della Primavera Araba lanciata da una coalizione di media indipendenti durante la conferenza dell’ AMARC, l’associazione mondiale radio comunitarie, tenutasi a Tunisi tra il 9 e l’11 marzo appunto per parlare del ruolo dei media no-profit e gestiti dalla società civile nel nuovo panorama del mondo arabo. Un progetto che mira a valorizzare l’esperienza del citizen journalism esplosa durante il tumultuoso anno che ci separa dall’inizio delle rivoluzioni in Medio Oriente e Nord Africa e di quelle realtà finora clandestine che stanno finalmente emergendo dopo decenni di repressione. Capofila del progetto è il Community Media Network, un organizzazione no profit nata in Giordania nel 2006 che già negli anni passati era riuscita a sfruttare ogni spazio di agibilità democratica per favorire la nascita di radio libere in Giordania e Palestina. A Tunisi c’era anche la nostra agenzia AMISnet, che ha incontrato il direttore del Community Media Network, Daoud Kuttab

Daoud Kuttab: il progetto “Aswatuna”, le nostre voci, mira a promuovere il giornalismo comunitario in 7 delle nazioni della primavera araba cioè Libia, Tunisia, Egitto, Yemen, Siria, Giordania e Palestina con lo scopo di rinforzare questo genere di giornalismo anche attraverso la modifica della legislazione dei vari paesi.
Lavoreremo in parallelo lungo due direttrici: da una parte cercheremo di sensibilizzare e di trovare sostegno per il giornalismo comunitario, contemporaneamente cercheremo di creare esperienze concrete di comunicazione comunitaria nelle nazioni coinvolte, partendo da internet per cercare di passare al satellite ed approdare infine, nei paesi in cui questo è consentito, sulle onde dell’ FM. Vogliamo creare un movimento d’opinione e sensibilizzare sull’importanza del settore comunitario dell’informazione per concretizzare il diritto d’espressione che va riconosciuto ad ogni cittadino. Una delle più grandi conquiste della primavera araba è che il cittadino arabo sta uscendo dall’oppressione e conquistando il diritto ad esprimersi, tuttavia finora può farlo solo attraverso la sua voce. Noi vogliamo far arrivare più lontane le nostre voci attraverso il megafono delle radio, di internet ed il satellite. Per questo abbiamo scelto il nome “Aswatuna”, perchè le nostre voci erano represse, ora si esprimono nelle piazze come Tahrir e le altre, ora vogliamo fornire a queste voci la cassa di risonanza che la comunicazione elettronica può mettere a disposizione.

AMISnet:  Prima di questa stagione di cambiamenti nel mondo arabo le persone erano sottoposte all’autorità statale, erano sudditi. Ora si è avviato un processo che potrebbe portare gli arabi ad essere finalmente cittadini, i protagonisti della vita pubblica e coloro che possono dare o sottrarre legittimità ai governanti.

Daoud Kuttab: sì, il cittadino è diventato il fondamento della società, cittadino e società sono poi il fondamento del lavoro radiofonico. Secondo noi il giornalismo non è un lavoro in cui si procede dal vertice verso la base, noi partiamo dal basso: cosa catalizza le opinioni della gente? Quali sono le esigenze della comunità locale? Da qui partiamo noi, non dall’informazione nazionale o della macro-regione araba, le nostre radio ed i nostri siti si concentrano sull’informazione locale. Noi crediamo che l’informazione locale e quella sociale sia la base da cui partire per poi allargarsi a quella nazionale, quella araba e internazionale. Lavoriamo in modo opposto rispetto al modello classico, quando si consulta un medium arabo generalmente si può notare che si occupa di qualunque cosa tranne del paese in cui quel medium ha sede.

AMISnet:  Possiamo dire che è un percorso totalmente inverso rispetto ad Al Jazira, la tv panaraba che al di là delle critiche che la investono in questi mesi ha avuto il merito di aprire la strada a molte esperienze di comunicazione nel mondo arabo proprio occupandosi in modo puntuale di tutto tranne che del Qatar, paese da cui trasmette.

Daoud Kuttab: esatto, Al Jazeera ha iniziato con l’informazione su tutta la regione araba, un tipo di informazione ormai inflazionata. Gli arabi, dopo essersi saziati delle notizie provenienti dagli altri paesi dell’area, vorrebbero sapere cosa avviene nelle loro strade, nei loro villaggi, cosa stiano facendo i loro rappresentanti in parlamento, c’è un esigenza di sapere cosa avviene nelle comunità locali. Noi quindi faccciamo esattamente l’opposto di quel che fà al jazeera, con tutto il rispetto dei grandi meriti di quanto questo network ha fatto per aprire l’orizzonte dell’informazione nel mondo arabo.

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