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	<title>Mediascape &#187; Poli d&#8217;Appoggio Radio Indipendenti, Congo</title>
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	<description>Global watch on media issues</description>
	<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 09:55:27 +0000</pubDate>
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		<title>La scommessa delle radio&#8230; nei containers</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 13:34:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Diasio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Poli d'Appoggio Radio Indipendenti, Congo]]></category>

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		<description><![CDATA[La terza tappa della scommessa ci porta a Mbuji Mayi, una delle aree più disagiate del Congo. Mbuji Mayi è la regione delle contraddizioni: da una parte c&#8217;è la ricchissima lobbie diamantifera, dall&#8217;altra parte la povertà estrema. Radio e negozi sono costruiti dentro i container e la luce è spesso un optional.
In questa città Pari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La terza tappa della scommessa ci porta a Mbuji Mayi, una delle aree più disagiate del Congo. Mbuji Mayi è la regione delle contraddizioni: da una parte c&#8217;è la ricchissima lobbie diamantifera, dall&#8217;altra parte la povertà estrema. Radio e negozi sono costruiti dentro i container e la luce è spesso un optional.</p>
<p><span id="more-99"></span>In questa città Pari ha incontrato una serie di emittenti confessionali, portavoce di movimenti religiosi. &#8220;Qui nelle radio è difficile che ci siano anche i pc e i telefoni&#8221;, racconta il nostro Francesco Diasio. Non sembra essere meglio la situazione a Mwene Ditu , un paesone di 800.000 persone a 150 km da Mbuji Mayi  che Pari ha visitato subito dopo aver lasciato Mbuji Mayi. &#8220;Qui ognuno deve provvedere alla propria corrente elettrica. I giornalisti che leggono il Gr devono essere accompagnati da qualcuno che con una torcia gli illumina le notizie da leggere&#8221;, dice Francesco. In questa piccola città la delegazione di Pari ha fatto visita all&#8217;antenna locale di Radio Okapi, la radio delle Nazioni Unite nata nel 2002. Tre passaggi pubblicitari giornalieri costano tre euro al mese e ognuno deve procurarsi il proprio gruppo elettrogeno per provvedere alla propria autosufficienza energetica.</p>
<p>Dopo la visita alle radio di Mwene Ditu, Pari ha fatto ritorno a Mbuji Mayi, dove con sorpresa hanno raccolto le critiche delle radio che non avevano ricevuto il sostegno di Panos. &#8220;Queste emittenti sono soprattutto di proprietà dei grandi commercianti di diamanti, che non hanno gradito la &#8220;discriminazione&#8221; attuata dal progetto&#8221;, ha concluso Francesco.</p>
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		<itunes:summary>La terza tappa della scommessa ci porta a Mbuji Mayi, una delle aree piugrave; disagiate del Congo. Mbuji Mayi egrave; la regione delle contraddizioni: da una parte c'egrave; la ricchissima lobbie diamantifera, dall'altra parte la povertagrave; estrema. Radio e negozi sono costruiti dentro i container e la luce egrave; spesso un optional.

In questa cittagrave; Pari ha incontrato una serie di emittenti confessionali, portavoce di movimenti religiosi. "Qui nelle radio egrave; difficile che ci siano anche i pc e i telefoni", racconta il nostro Francesco Diasio. Non sembra essere meglio la situazione a Mwene Ditu , un paesone di 800.000 persone a 150 km da Mbuji Mayi  che Pari ha visitato subito dopo aver lasciato Mbuji Mayi. "Qui ognuno deve provvedere alla propria corrente elettrica. I giornalisti che leggono il Gr devono essere accompagnati da qualcuno che con una torcia gli illumina le notizie da leggere", dice Francesco. In questa piccola cittagrave; la delegazione di Pari ha fatto visita all'antenna locale di Radio Okapi, la radio delle Nazioni Unite nata nel 2002. Tre passaggi pubblicitari giornalieri costano tre euro al mese e ognuno deve procurarsi il proprio gruppo elettrogeno per provvedere alla propria autosufficienza energetica.

Dopo la visita alle radio di Mwene Ditu, Pari ha fatto ritorno a Mbuji Mayi, dove con sorpresa hanno raccolto le critiche delle radio che non avevano ricevuto il sostegno di Panos. "Queste emittenti sono soprattutto di proprietagrave; dei grandi commercianti di diamanti, che non hanno gradito la "discriminazione" attuata dal progetto", ha concluso Francesco.</itunes:summary>
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		<title>La seconda tappa de &#8220;La scommessa&#8221;: da Lubumbashi a Mbuji Mayi</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 15:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Poli d'Appoggio Radio Indipendenti, Congo]]></category>

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		<description><![CDATA[La seconda tappa del viaggio di Pari, iniziato ormai più di una settimana fa,  ci porta a Lubumbashi, Kolwesi e  Mbuji Mayi.  Nella prima città l&#8217;obiettivo era chiudere i lavori di connessione wsat, una connessione internet che arriva via satellite, distribuita poi alle radio comunitarie della città attraverso il wifi. &#8220;Qui il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La seconda tappa del viaggio di Pari, iniziato ormai più di <a href="http://mediascape.amisnet.org/2008/04/03/la-scommessa-delle-radio-libere-in-congo-continua/">una settimana fa</a>,  ci porta a Lubumbashi, Kolwesi e  Mbuji Mayi.  Nella prima città l&#8217;obiettivo era chiudere i lavori di connessione wsat, una connessione internet che arriva via satellite, distribuita poi alle radio comunitarie della città attraverso il wifi. &#8220;Qui il livello tecnico e giornalistico delle radio è elevato, spesso però si registrano frizioni tra le emittenti che hanno ancora difficoltà a concepire il lavoro in sinergia come una ricchezza fondamentale per la radio&#8221; ci ha raccontato il nostro Francesco Diasio. <span id="more-95"></span></p>
<p>A Kolwesi, la città delle miniere a un&#8217;ora e mezzo di volo da Lubumbashi, l&#8217;obiettivo era fare il diagnostico di radio RCL, Radio Comunitaria Libera. &#8220;Lì l&#8217;atmosfera è veramente buona, la redazione ha anche una squadra di calcio&#8221;, dice divertito Francesco, &#8220;le trenta persone che lavorano in radio formano una squadra molto affiatata, che partecipa anche a un progetto con Okapi, la radio delle Nazioni Unite, l&#8217; emittente partecipa cioè alla produzione di Okapi con i suoi servizi e le sue corrispondenze.</p>
<p>Mbuji Mayi è stato l&#8217;ultima cittadina visitata per questa seconda tappa. Nella prima radio che Pari ha visitato a Mbuji Mayi sono stati istallati degli apparecchi telefonici fissi, &#8220;una tecnologia che in Europa sembra scontata, ma che qui non lo è. Fino a ieri le interviste telefoniche si facevano semplicemente avvicinando un telefono cellulare al microfono&#8221;. Ora i giornalisti dovranno abituarsi a questo nuovo strumento, e affiancare l&#8217;uso del telefono all&#8217;uso della rubrica telefonica e all&#8217;archiviazione di contatti e numeri.</p>
<p>Intanto continua il &#8220;tour della scommessa&#8221; per le cittadine del Congo, dagli studi romani attendiamo nuovi sviluppi e racconti dal nostro inviato.</p>
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		<itunes:summary>La seconda tappa del viaggio di Pari, iniziato ormai piugrave; di una settimana fa,  ci porta a Lubumbashi, Kolwesi e  Mbuji Mayi.  Nella prima cittagrave; l'obiettivo era chiudere i lavori di connessione wsat, una connessione internet che arriva via satellite, distribuita poi alle radio comunitarie della cittagrave; attraverso il wifi. "Qui il livello tecnico e giornalistico delle radio egrave; elevato, spesso perograve; si registrano frizioni tra le emittenti che hanno ancora difficoltagrave; a concepire il lavoro in sinergia come una ricchezza fondamentale per la radio" ci ha raccontato il nostro Francesco Diasio. 

A Kolwesi, la cittagrave; delle miniere a un'ora e mezzo di volo da Lubumbashi, l'obiettivo era fare il diagnostico di radio RCL, Radio Comunitaria Libera. "Ligrave; l'atmosfera egrave; veramente buona, la redazione ha anche una squadra di calcio", dice divertito Francesco, "le trenta persone che lavorano in radio formano una squadra molto affiatata, che partecipa anche a un progetto con Okapi, la radio delle Nazioni Unite, l' emittente partecipa cioegrave; alla produzione di Okapi con i suoi servizi e le sue corrispondenze.

Mbuji Mayi egrave; stato l'ultima cittadina visitata per questa seconda tappa. Nella prima radio che Pari ha visitato a Mbuji Mayi sono stati istallati degli apparecchi telefonici fissi, "una tecnologia che in Europa sembra scontata, ma che qui non lo egrave;. Fino a ieri le interviste telefoniche si facevano semplicemente avvicinando un telefono cellulare al microfono". Ora i giornalisti dovranno abituarsi a questo nuovo strumento, e affiancare l'uso del telefono all'uso della rubrica telefonica e all'archiviazione di contatti e numeri.

Intanto continua il "tour della scommessa" per le cittadine del Congo, dagli studi romani attendiamo nuovi sviluppi e racconti dal nostro inviato.</itunes:summary>
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		<title>Congo: la terza tappa per le radio indipendenti</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Nov 2007 08:05:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Diasio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Poli d'Appoggio Radio Indipendenti, Congo]]></category>

		<category><![CDATA[notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; partita due giorni fa la terza missione per i Poli d&#8217;appoggio alle Radio Indipendenti della Repubblica Democratica del Congo. Con questa missione, la nostra squadra (siamo in tre), dovrà installare tutti i nuovi strumenti metodologici con l&#8217;obiettivo di dare alle radio la possibilità di creare nuove sinergie tra loro: connessione internet via satellite - [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; partita due giorni fa la terza missione per i Poli d&#8217;appoggio alle Radio Indipendenti della Repubblica Democratica del Congo. Con questa missione, la nostra squadra (siamo in tre), dovrà installare tutti i nuovi strumenti metodologici con l&#8217;obiettivo di dare alle radio la possibilità di creare nuove sinergie tra loro: connessione internet via satellite - VSAT - , server condivisi, apparecchiature radiofoniche, metodologia. Nella foto, la vista dal balcone dell&#8217;ufficio di Panos a Lubumbashi presa da <a href="http://livingeu.noblogs.org" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/livingeu.noblogs.org');">Federico</a><span id="more-90"></span><br />
La missione si sviluppa su tre tappe diverse: Lubumbashi, Kisangani, Bukavu. Personalmente mi recherò anche a Mbuji Mayi, in Kasai, regione diamantifera per la quale c&#8217;e&#8217; bisogno di un lasciapassare speciale che ancora non è stato concesso .</p>
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		<title>PARI: una &#8220;scommessa&#8221; per le radio in Congo</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 16:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Diasio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Poli d'Appoggio Radio Indipendenti, Congo]]></category>

		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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I Poles d&#8217;Appui aux Radios Independentes, PARI (scommessa in francese), fanno parte di un grande progetto promosso dall&#8217;Institut Panos Paris per la democrazia e i media nella Repubblica Democratica del Congo e nella regione dei Grandi Laghi. Il notro ruolo e&#8217; quello di fornire un supporto tecnico (rafforzamento tecnico delle emittenti, internet e tecnologie radio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><img src="http://mediascape.amisnet.org/files/2007/10/reveilafrika.png" alt="reveil afrika lubumbashi" align="left" /></p>
<p>I Poles d&#8217;Appui aux Radios Independentes, PARI (scommessa in francese), fanno parte di un grande progetto promosso dall&#8217;Institut Panos Paris per la democrazia e i media nella Repubblica Democratica del Congo e nella regione dei Grandi Laghi. Il notro ruolo e&#8217; quello di fornire un supporto tecnico (rafforzamento tecnico delle emittenti, internet e tecnologie radio tradizionali) e un supporto metodologico (forme di lavoro in rete) ai giornalisti locali con l&#8217;obiettivo di far lavorare le radio indipendenti in sinergia tra loro.</p>
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